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certe persone fanno di tutto per ricordarti il motivo per cui ti stavano antipatiche (eufemismo).

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Anche tu sei collina
e sentiero di sassi
e gioco nei canneti,
e conosci la vigna
che di notte tace.
Tu non dici parole.
C’è una terra che tace
e non e’ terra tua.
C’è un silenzio che dura
sulle piante e sui colli.
Ci son acque e campagne.
Sei un chiuso silenzio
che non cede, sei labbra
e occhi bui. Sei la vigna.
E’ una terra che attende
e non dice parola.
Sono passati giorni
sotto cieli ardenti.
Tu hai giocato alle nubi.
E’ una terra cattiva
la tua fronte lo sa.
Anche questo è la vigna.
Ritroverai le nubi
e il canneto, e le voci
come un’ombra di luna.
Ritroverai parole
oltre la vita breve
e notturna dei giochi,
oltre l’infanzia accesa.
Sarà dolce tacere.
Sei la terra e la vigna.
Un acceso silenzio
brucerà la campagna
come i falò la sera.

Cesare Pavese, Anche tu sei collina, in Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, ottobre 1945

scrivere un libro è facile. immagini dei personaggi, inventi delle situazioni, apri un file di testo e cominci. le parole escono, tessono frasi, come musica, a volte bella altre no, ma vanno avanti. in testa scorre un film, la pellicola si ferma, poi riparte. è pura fantasia, basta esercitarsi, tenersi allenati, sognare ad occhi aperti. poi succede altro. un libro differente, vuoi raccontare una persona vera, vicina, che è parte di te. niente invenzioni, poca fantasia, giusto la forma, lì c’è un po’ di spazio di manovra. il resto è vita, una vita vissuta, che conosci bene. bene no, ma la sai. cercare serve a te, a farti rivivere tanti momenti, a ricostruire un rapporto difficile, che poi si è interrotto. raccontare lui è stato come raccontarti, in quelle parole hai rivelato più di te che in tutto ciò che hai scritto finora. ora quel piccolo libro è fuori, fa la sua strada, la firma è tua ma dentro c’é lui. in fondo hai detto solo che gli volevi bene. ti ci sono volute cento undici pagine per farlo.

non si è mai soli quando si scrive da soli.

La musica è abbastanza per la vita, ma una vita non è abbastanza per la musica.

Sergej Rachmaninov

stai attraversando un momento difficile. così, se non bastasse, hai deciso di fare una cosa difficile. non sai se andrà bene, comunque sei già riuscito a piangere in inglese.

Per capire chi vi comanda basta scoprire chi non vi è permesso criticare.

Voltaire

ci diamo importanza, siamo sputi nella polvere, il vento del nord ci asciuga, quello del sud ci lava via. (considerazione dopo un colloquio amichevole con un paziente di oncologia a pisa)

ricominciare, mai da zero. zero non esiste, anche appena nati, dentro c’è già tutto. figurati alla tua età, che hai problemi di spazio. eppure bisogna. ricominciare, parola sbagliata. sottintende una ripetizione, e in quanto tale, è inutile.

si cerca il bello, poi, se ne siamo capaci, lo si (de)scrive. i dispiaceri no, quelli non si millantano, mai.