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Monthly Archives: marzo 2013

che ho fatto di male? ovvero la sindrome dell’agnello.

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ciao.

grossa delusione, i nuovi eletti son ragazzini isterici che vorrebbero cambiare il mondo ma si cacano addosso al solo pensiero di farlo, tutti chiacchiere e cinque stelle. intanto la merda sale. ridateci fanfani.

Il nostro incontro su questo pianeta, alla luce di cieli indimenticabili, non è descrivibile, troppo segreto e troppo chiaro, troppo serio e troppo felice, troppo vero e troppo sciolto, troppo silenzioso e troppo denso… Eccoci qua, dopo anni e giorni e ore affannose per entrambi, con molte stagioni negli occhi, con molte incertezze, con molti fallimenti e molte felicità – forse – a salutarci sopra il tempo e lo spazio come se fosse la prima ora o l’ultima o un’ora di sempre.

così scriveva un amico a tuo padre tanto tempo fa. e tu lo leggi oggi, e li piangi entrambi.

non è tempo di mare, o di viaggi, e anche certe occasioni di incontro in questo periodo si rarefanno. ormai ti contenti di poco. due occhi. due occhi che piangono, o ridono, oppure stanno pensando seri. lì dentro c’è tutta una storia che si racconta, cose belle e brutte, molto passato e troppo presente, a volte un po’ di futuro. in quei due occhi c’è tutto un mondo. li guardi e ti scordi di te.

swann fishing dolphins

quando ci si sente circondati dai problemi, l’unica soluzione è fare gruppo, creare una massa critica che protegga il singolo e non faccia sentire solo nessuno. a volte i problemi si stancano, si allontanano. o si risolvono.

stai smettendo di fumare, hai smesso di leggere, e quasi di scrivere. ogni tanto ti accorgi di respirare troppo piano. quel che non si fa non si sbaglia.

a volte tocca respirare di rimbalzo, sentire per altri, insomma, vivere conto terzi.

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a pisa un senegalese ti ha regalato quattro braccialettini portafortuna. tu gli hai regalato dieci euro. viste le necessità di ciascuno ti é sembrato uno scambio equo.