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Monthly Archives: aprile 2013

io non lo so. non lo so cosa vuol dire quando uno spara perché è disperato. voglio dire che non so se essere disperati è questo. non so se un popolo che gioca (e perde) decine di miliardi di euro ai videopoker abbia il diritto alla disperazione. volersi garantire il futuro sui diritti pregressi, vecchi, superati da un mondo in competizione, senza il coraggio di lottare per trovare un modo di abolirla. arroccarsi sui privilegi, e sentirsi precari se qualcuno ce li mette in dubbio. la povertà è un modo di vivere per più della metà del pianeta, la precarietà mette in dubbio la vita delle persone in almeno due dei cinque continenti, e noi usiamo la povertà e la precarietà per odiare. tutto ci è dovuto, nessuno può toccarci certi privilegi, siamo il popolo degli abbonamenti tivù, del calcio a tutte le ore, del telefonino ultimo modello, del guardaroba rinnovato due volte l’anno. questo mondo nuovo ci terrorizza al punto che anche un ministro di colore ci mette paura. forse non siamo ancora pronti alle sfide vere, quelle importanti. forse dovremmo parlarne con un bengalese, o un cinese, o uno del burkina faso, di quelli che vengono a cercare di guadagnare dieci euro al giorno a nero per camparci una famiglia di dieci persone. loro forse ce lo spiegherebbero, ma non lo so se lo capiremmo. no, io non lo so.

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mac rinnovato e potenziato, veloce, rapido e preciso. ora toccherebbe a te aggiornarti. peccato tu sia antico anche nel nome.

dormire è una faccenda troppo importante per sprecarla sognando. meglio da svegli, con gli occhi aperti e il sorriso ebete.

una bella donna lo è ancor di più quando non sa di esserlo.

sembra che le persone preferiscano morire di venerdì, forse perchè così gli altri dopo hanno più tempo per pensare a loro.

oggi è un giorno che fai molte cose e mentre le fai dici che questa cosa qui la puoi fare anche domani ma poi ci pensi e dici domani no. oggi è quasi come un venerdì, con la differenza che ce ne saranno due.

lo voglio anch’io un parlamento piccino dove le minoranze difendono le altre minoranze e che, quando fa una buona legge, canta.

c’è stato un tempo che la gente era bella anche senza denti. ciao.

piccole donne crescono.

regalare emozioni, senza niente in cambio. e contentarsi.