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Monthly Archives: settembre 2013

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e poi c’è il mare.

 

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grazie.

lupi era in francia, ieri come ministro oggi da turisto tristo.

dal mille ottocento ottantadue, un mattone alla volta, una pietra alla volta, sta crescendo. ci sei stato da giovane, tanti anni fa, tra calcinacci e ponteggi, ed era già bella da morire. è un posto dove fede, pazzia, elemosina e buona volontà si incontrano per costruire qualcosa di bello e unico al mondo. doveva finire nel duemila trentadue, dopo cento cinquant’anni. pare che ci riusciranno con otto anni di anticipo. ti piacerebbe, da vecchio, vederla finita.

può darsi che dalla prossima settimana gli abitanti di dantedieci possano momentaneamente raddoppiare. si parlerà italiano, un po’ di inglese, qualche parola di portoghese. lo spazio non manca, la curiosità neanche. la vita è comunque un esperimento.

qualcuno cerca di cambiare il mondo per farselo piacere, altri tentano di cambiare sé stessi per piacere al mondo. i due metodi sono entrambi fallimentari. mettiamoci l’animo in pace, per il mondo siamo solo un incidente, una complicazione, una perdita di tempo. e viceversa. tanto vale godersi i pochi punti di contatto, tipo i piedi o che so io.

ci sono un sacco di posti nel mondo dove staresti bene, dove ti piacerebbe vivere, poi stai nel posto dove sei nato, dove è nato tuo padre, e poi il suo e così via. questo perché sei pigro. te lo dice il fatto che lasci il cuore in molti posti e in poche persone. in queste ultime è fatica traslocare.

non sai chi sei finché qualcuno non te lo dice, e non sempre quel qualcuno è benevolo.

ci si indigna del fatto che l’industria italiana venga comprata dagli industriali stranieri. meglio un padrone francese o spagnolo che guadagna e sa fare il suo mestiere che un incapace fallito italiano che il tuo stipendio se lo fa dare dallo stato, cioè da te, o peggio, rischia di chiudere e buttarti fuori. con le persone intelligenti ci ragioni, coi furbi ci rimetti. e poi, se non sei razzista con gli uomini non puoi esserlo coi quattrini.

e poi a un certo punto ti sei trovato a bocca aperta a guardare in alto. gli storni si muovono in aria come le sardine nell’acqua. hai abbassato lo sguardo e sei ripartito, contento d’averlo pensato.