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Monthly Archives: aprile 2014

Oggi, in pieno Antropocene, è venuto il momento di rimboccarsi le maniche e conservare quanto è rimasto, e nell’imperativo di conservare, la scienza da fine si è trasformata in mezzo.

Giuseppe Notarbartolo di Sciara

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oggi ci siamo svegliati male.

giornate giuste e giornate sbagliate. la differenza? niente, te.

tre giorni sul tuo vecchio mare. giorni di sole a sprazzi, di nuvole sparse, di pioggia leggera e momentanea. giorni di tramonti rossi e albe grigie, nel mezzo il nulla. passeggiate noiose, chiacchiere inutili, tempo perso. insomma, tre giorni di pace. non serviranno a risolvere i problemi fuori, ma almeno a trovare la forza di affrontare quelli dentro.

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Cara Pierina, ….. Ma tu, per quanto inaridita e quasi cinica, non sei alla fine della candela come me. Tu sei giovane, incredibilmente giovane, sei quello che ero io a vent’otto anni quando, risoluto di uccidermi per non so che delusione, non lo feci – ero curioso dell’indomani, curioso di me stesso – la vita mi era parsa orribile ma trovavo ancora interessante me stesso. Ora è l’inverso : so che la vita è stupenda ma che io ne sono tagliato fuori, per merito tutto mio, e che questa è una futile tragedia, come avere il diabete o il cancro dei fumatori. Posso dirti, amore, che non mi sono mai svegliato con una donna mia al fianco, che chi ho amato non mi ha mai preso sul serio, e che ignoro lo sguardo di riconoscenza che una donna rivolge a un uomo ? E ricordarti che, per via del lavoro che ho fatto, ho avuto i nervi sempre tesi e la fantasia pronta e decisa, e il gusto delle confidenze altrui? E che sono al mondo da quarantadue anni ? Non si può bruciare la candela dalle due parti – nel mio caso l’ho bruciata tutta da una parte sola e la cenere sono i libri che ho scritto. Tutto questo te lo dico non per impietosirti – so che cosa vale la pietà, in questi casi – ma per chiarezza, perchè tu non creda che quando avevo il broncio lo facessi per sport o per rendermi interessante. Sono ormai aldilà della politica. L’amore è come la grazia di Dio – l’astuzia non serve. Quanto a me, ti voglio bene, Pierina, ti voglio un falò di bene. Chiamiamolo l’ultimo guizzo della candela. Non so se ci vedremo ancora. Io lo vorrei – in fondo non voglio che questo – ma mi chiedo sovente che cosa ti consiglierei se fossi tuo fratello. Purtroppo non lo sono. Amore. Cesare Pavese

l’ultima lettera di cesare pavese a romilda bollati di saint pierre, nell’ agosto del cinquanta. lui si sarebbe ammazzato subito dopo, lei è morta lunedì scorso, ad ottantadue anni. fine di una storia d’amore.

la nostalgia è una cosa molto bella, ti strugge dentro, scalda i ricordi, rende ricco e prezioso il passato, ma guai ad abusarne. c’é chi si ammala di nostalgia per paura del futuro.

Ho vissuto quella pagina di romanzo, l’unica della mia vita:
per il resto – che volete – sono vissuto dentro una lirica, come ogni ossesso.

Pier Paolo Pasolini

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le visite si son diradate. come i post. e forse anche i pensieri. comunque grazie.

io ti supporto, te sopportami, andrà bene.