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Monthly Archives: giugno 2014

i vestiti sono utili, servono a coprirsi, proteggersi dal freddo d’inverno, dal sole d’estate. e poi abituati ad esser coperti, molti di noi nudi sarebbero ridicoli. ecco, la moda restituisce all’atto di vestirsi quel senso del ridicolo.

sabato al mare, a far bagni fino a tardi, domenica pomeriggio in piscina a fare il tricheco, poi vento a raffiche e tempeste d’acqua tutta notte. il fulmine, anche al buio, anche vicino, non farebbe paura se dopo non arrivasse il tuono. bello il fulmine lontano, perché quando il tuono arriva tardi è già musica.

ci son sempre un sacco di motivi per essere tristi. il segreto è sceglierne un paio, i meno rappresentativi. e dimenticare il resto.

in questi tempi difficili si spendono tante parole e pochi quattrini.

ieri sera pizza nel pisano con la principessa, tamarindo consorte e figlia, e poi la tua famiglia. i tuoi nipoti sono meravigliosi, li guardavi muoversi, interagire, far battute che non ti aspettavi. ti scopri innamorato di loro. innamorato inutile, come sempre. la pizza era fantastica, quattro metri in dieci. mangiatori nel diennea.

stai passando due giorni al computer a rimediare un errore di ripresa che hai fatto. non si finisce mai d’imparare. e di sbagliare ancora. intanto fuori sole vento e acqua. guardi il monitor e moccoli, poi ti giri e sorridi. perché noi non ci si fa mancare nulla.

poi, per fortuna, c’è la musica.

mattinata strana, tra bollette da pagare e filmati da correggere. il cervello frulla, pensando a ieri sera da tuo fratello. nipoti che crescono, che vogliono andar via, che vogliono diventare grandi. le paure vostre, di vederli sbagliare, di vederli soffrire. che poi lo sbaglio è l’unico modo di crescere, il dolore fa diventare grandi. ci sei passato anche te, un secolo fa, stessa età, stesse decisioni, stesse paure. intanto a dantedieci le cicale si son ricordate che è cominciata l’estate. un’altra estate bella e difficile.

a chi si lamenta della vecchiaia vorresti far conoscere chi la vecchiaia l’ha conosciuta presto, a volte da bambino, con la malattia. a chi si lamenta del tempo che passa vorresti ricordare chi di tempo non ne ha più, l’ha finito, e ora è solo un ricordo. a chi si lamenta del peso vorresti presentare chi non ha le gambe a portarlo. la vita è strana, e a te pisa a volte da un po’ noia.

oggi pisa, e basta.