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Monthly Archives: luglio 2014

sei nato ai tempi de l’unità portata a casa dai volontari, di paese sera e del manifesto, sei cresciuto con repubblica, morirai nell’era del giornale, del foglio e di libero. da sofri a feltri, dalla rossanda a sallusti, da scalfari a belpietro, da bocca a giordano. dall’opinione pagata cara all’opinione pagata bene.

piangere serve come ridere. a volte di più.

il pacifismo ha fatto un fiasco totale, oggi il mondo è coperto dei cadaveri di ragazzi. l’unica grande vittoria dei pacifisti fu quella di aver raggiunto la firma del trattato antinucleare. una settimana dopo mao, lui che era un simbolo, buttò l’atomica.

fernanda pivano

non ci son più le mezze stagioni, e nemmeno quelle intere. son rimaste quelle sbagliate.

domenica pranzo con gli zii della principessa. ti sei messo in disparte, alla periferia della tavolata, un po’ lontano dal nugolo di sorelle e nipoti. ti hanno raggiunto un paio di cognati, anche loro frastornati dal casino familiare. a un certo punto uno di loro ha accennato ad una torta che faceva tua suocera, con biscotti burro e polvere di cioccolato. l’ha rivista giorni fa, in un agriturismo in maremma, uguale.  diceva che quando l’ha vista s’è ricordato, e s’è commosso. era seduto a tavola davanti a te, e mentre lo raccontava piangeva. un omone di un metro e novanta, con le gote solcate dai rivoli lucidi e gli occhi rossi. si asciugava col dorso delle mani, due badili pieni di calli da contadino, e raccontava i pomeriggi quando quella donna faceva quella bomba calorica e le sue impressioni di ragazzo venuto da lontano in questa famiglia strana. e le lacrime scorrevano, portate via da quel gesto rustico, impacciato. lo guardavi meravigliato. e ora ci ripensi. a te certe cose non riescono. puoi solo raccontarle, non viverle.

vero. quanti meno margini di manovra hai, più pensi di non essere libero, più lo sei in realtà. la scelta non è una possibilità, ma una via di fuga che ti allontana dalla verità. essere non vuol dire scegliere, ma riconoscere sé stessi, sentire l’obbligo di accettarsi, assecondare la propria natura, riconoscere in noi un potere superiore che ci guida. non un dio, ma l’essere che siamo, più potente del libero arbitrio. passare una giornata al computer ti riduce all’idiozia.

rosso fiorentino

la grande vera libertà comincia quando finiscono le scelte. è la libertà di essere se stessi, non di scegliere tra due dentifrici, ma di essere se stessi. il problema è sapere chi si è veramente.

 tiziano terzani

ci son giorni che è fatica pensare, figuriamoci scrivere. oggi è così. finirà presto. a letto alle dieci.

non saprai mai chi sei, se continui a domandarlo agli altri. in realtà, non lo saprai mai comunque.

la mia indipendenza, che è la mia forza, implica la solitudine, che è la mia debolezza.

pier paolo pasolini