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Monthly Archives: novembre 2014

ieri sera festa da tuo fratello, con amici e parenti, autori e relatori. celebrare tuo padre ti crea molto imbarazzo. poi, sul divano del soggiorno, ti sei trovato accanto tuo nipote assorto nella lettura del libro su suo nonno. orgoglio ziesco.

quando non cerchi, trovi.

un’oretta. la devi trovare. sessanta minuti per te. per meravigliarti, di nuovo. e far pace col mondo.

la meraviglia del dolore.

a dantedieci è arrivato un libro. copertina bianca, in copertina un vaso blu, rotondo, pieno di sfumature e geometrie giocose, sulla quarta un uomo appoggiato su dei sacchi in un magazzino, spolverina bianca e scarpe lucide, occhiali in mano e sguardo furbo. duecento sessanta pagine, italiano e inglese, seicento cinquanta grammi di fabbriche, prodotti, clienti, amici, colori, forme, mostre, musei, viaggi, progetti, appunti, bozzetti, disegni, sculture, sogni e delusioni. una vita in poco più di mezzo chilo. lo guardi, lo annusi, lo giri nelle mani. hai paura ad aprirlo. lì dentro ci sei anche te. incidentalmente.

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linkedin è l’ebola del web. ti toccherà iscriverti, professionalmente parlando, ma lo farai col massimo della profilassi.

avevi tredici anni e ti colpì quel riff di batteria, lento, monotono, ripetitivo, quei pochi accordi di piano, isolati, solitari, soli. e prima del testo capisti la disperazione, il distacco struggente, la verità cattiva. prima il quarantacinque giri, poi l’album, ci finivi la puntina, stavi a guardare quella mela verde che girava sul piatto e ti veniva da piangere, per quella rabbia crescente che sentivi in quel disco e avresti provato solo molti anni dopo. quando viene buio si svegliano i ricordi, non sempre sono buoni.

e mentre uno lavora pensa. pensa che una nipote vive a londra e ogni tanto si vede su skype e va bene così, poi l’anno prossimo sarà la volta del nipote grosso che va in brasile con la sua donna, e poi dopo di suo fratello che andrà a studiare e far canottaggio in america. e guardi fuori, questa primavera sbagliata che arriva ad un mese da natale, con gli uccellini che parlano mille lingue dentro gli alberi e non li vedi, come nei posti caldi, come a cuba o in india o che so io. il mondo cambia, e tu non gli stai dietro, il tempo passa senza far rumore, e a te questo silenzio frusciante piace.

diventar grandi comporta un prezzo in comode rate che paghi volentieri, la vecchiaia no, la compri a debito. e se sei onesto aver da dare è fonte d’imbarazzo. specie se capisci che pagherai tutto insieme.