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Monthly Archives: marzo 2015

primavera fuori, e anche un po’ dentro. 

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la felicità è un pensiero. uno solo. il resto è accontentarsi.

il vento ha tolto il grigio sopra, lasciando spruzzi di panna su un velluto celeste. sotto colline a perdita d’occhio, coperte di broccato verde scuro. la tua terra sa come farsi perdonare, anche dopo un terremoto. d’altronde è venerdì.

facebook, una foto. e ci si trova a piangere.

non siamo nessuno finché non si incontra qualcuno che ci dice che siamo qualcuno. (leggendo lei).

Qui ad Atene noi facciamo così: qui il nostro governo favorisce i molti, invece dei pochi, e per questo viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così: le leggi, qui, assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza, quando un cittadino si distingue, allora esso sarà a preferenza di altri chiamato a servire lo stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Qui ad Atene noi facciamo così: la libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana, noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro, e non infastidiamo mai il nostro prossimo, se al nostro prossimo piace vivere a modo suo, noi siamo liberi, liberi di vivere, proprio come ci piace, e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.
Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari, quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Atene noi facciamo così: ci è stato insegnato di rispettare i magistrati e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi, e di non dimenticare mai coloro che ricevono offesa, e ci e’ stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte, che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto, e di ciò che è buonsenso.
Qui ad Atene noi facciamo così: un uomo che non si interessa allo stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile, e benché in pochi siano in grado di dar vita a una politica, beh, tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.
Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.
Insomma io proclamo Atene scuola dell’Ellade, e che ogni ateniese cresce prostrando in se una felice versatilità la fiducia in se stesso e la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione.
Ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.

(pericle, discorso agli ateniesi, 461 a.c.)

duemila cinquecento anni passati inutilmente.

e poi c’è il mare.

ieri sera carte. carte, da quando c’é il burraco non giochi più, gioca la principessa, e a te va bene, ride, scherza, almeno quella sera si distrae dalle ansie del giorno. le cose cambiano. dopo qualche chiacchiera seria e tre cazzate ti viene sonno. una volta facevi le due e non te ne accorgevi. eh, sì, le cose cambiano. esci nella notte, ti allontani dai discorsi di carte, monti in macchina, parte la radio. una voce lontana, antica, la strada corre avanti, la testa va indietro. la tua prima erre quattro, comprata usata con un prestito di tuo padre (un milione e quattro, restituito) bordeaux, col sedile davanti unito a divano, che ci si entrava anche in sei. altro che mercedes. le cose cambiano. coi primi soldi da operaio comprasti un bel giranastri autoreverse e quattro casse a due vie, tutto pioneer, e montasti tutto da solo, nella brigitte, così la chiamavi la tua macchina rossa e francese. niente radio, solo nastri, roba tua, senza inquinamenti esterni. e poi la principessa, una ragazzina giovane con una risata che apriva il mondo. una erre quattro bordeaux piena di cassette basf ci novanta al biossido di cromo, un album per parte, tutte in portacassette da dodici. ore ore e ore di musica bella, sentita bene in quella carriola che girava la toscana. e baci e sigarette e discussioni e risate e musica e ancora baci e ancora musica. tanti chilometri, tanti baci, tanta musica. il mondo era tutto davanti. quasi quaranta anni fa. le cose cambiano. e ieri notte ti sei trovato a tornare a casa da solo, con quella voce giovane, quella musica vecchia, quei ricordi lontani. tre cose non cambiano. i baci, quella risata che apre il mondo, e la musica.

acciacchi, problemi, limitazioni, di questi tempi non ne mancano. tutti si crucciano per quello che non possono fare quando mancano tempo, soldi, possibilità. mai che nessuno pensi a tutto il resto, a quante altre cose si possono fare senza soldi o libertà di manovra oppure tempo libero. pensare a qualcuno per esempio. non costa nulla, non richiede impegno fisico, non occupa spazio e, se ci si pensa bene, procura molta soddisfazione. felicità, quasi.

henry moore

l’arte è una forma perenne di innamoramento. si vede il bello dove gli altri non vedono niente.