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Monthly Archives: maggio 2015

venerdì differente. festa del nipote, e della sua amica. un vecchio paese di mastri d’ascia dove nascevano le navi quando le navi eran di legno, insieme alla più antica società di canottaggio di questo paese si troveranno a festeggiare due ragazzi che a colpi di remo hanno scalato l’europa. e te? guarderai il tutto dalla tua consueta posizione periferica, imbarazzato e felice. poi tornerai a casa, con qualche foto e due riprese video. ma roba fatta da lontano. chi racconta non deve dar noia ai protagonisti.

Reza-photo-12

a volte tu ti preoccupi troppo. (photo: reza)

ripensi a padova, ieri. ragazze giovani e bici vecchie. l’età di nessuna di loro, anche sommata all’età del mezzo che cavalcavano, ti avrebbe potuto raggiungere. strano che questa cosa ti faccia piacere.

padova è piena di ragazze giovani su biciclette vecchie. tu guardi, prima in alto poi in basso.

se le persone fossero come si descrivono su twitter sarebbe un mondo fantastico.

non importa quanti giorni sbagliati tocca passare, anche una vita. uno aspetta sempre quello giusto.

ieri, dopo tanto tempo, hai pianto di gioia. eri davanti al computer, guardavi la gara di tuo nipote in streaming. era  agli europei junior nella repubblica ceca. oggi andrai a prenderlo alla stazione, lo porterai a casa. lui ti farà vedere il risultato di anni di allenamenti, sacrifici, rinunce, fatica, sudore. ti guarderà con quella faccia tonda da diciassettenne felice e ti metterà in mano la sua medaglia d’oro. e tu, dopo, tornando a casa, piangerai di nuovo. bravo “lunapiena”.

più sorrisi vedi più ne vorresti solo uno. 

se si togliessero dai social networks le foto di fiori, gatti e bambini, rimarrebbe ben poco da leggere, e crollerebbe il mercato delle macchine fotografiche. è così che si toglie valore all’immagine, si uccide la fantasia, si inventa un’estetica sterile. il fatto stesso che il web sia pieno di bottoni “mi piace” e manchi completamente dell’opzione “non mi piace” la dice lunga sul suicidio del senso critico nel pianeta. infatti, gli esclusi sempre più spesso sono costretti a manifestare il loro dissenso al di fuori del consesso “civile”. gli hackers con i virus, i black bloc con le molotov, arrivando a quelli che si arruolano in eserciti integralisti e sanguinari. e tutto questo per la foto d’un gattino. sì, forse è partito tutto da lì.

a volte i ricordi più belli sono quelli più lontani.