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Monthly Archives: luglio 2015

tra due anni sarai un sessantenne. è una vita che aspetti.

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che cosa si può invidiare alla gioventù? la capacità di sognare, di cercare l’impossibile, di non aver paura, di buttarsi, di esser giovani appunto. e la voglia di far musica, insieme.

in questo paese la politica è quella cosa che decide su come in un futuro molto lontano si potrebbero fare le cose che si sarebbero dovute fare tanto tempo fa. il mondo va avanti, le poltrone son ferme per definizione.

tutti i momenti della vita hanno aspetti diversi. quel che succede, quello che vedi, quello che provi, e poi, dopo, quel che ricordi. nessuna delle quattro fasi si somiglia, hanno ciascuna da subito vita propria. come se non ci fosse correlazione, nessuna parentela tra loro. non sai se questo sia bello oppure no, ma così è.

a volte nell’arte la vita rappresentata coincide con quella vera. bello per chi guarda, da fuori (nel giorno della morte di vincent van gogh).

la mitologia è un paio d’ali per volare e veder lontano. quando la si usa per sollevarsi dalla merda è ben poca cosa, di solito ci si trova schizzati e sporchi, noi e il mito. eppure molti starnazzano, pure te, a volte.

gli occhi e la pelle sono onesti perchè stanno zitti.

le persone tristi son le più allegre.

è da preferirsi un paese multietnico e multireligioso. anche solo per tutte le nuove bestemmie che ci saranno da imparare.

Ci siamo fraintesi ostinatamente, come per proteggerci da qualcosa. Custodimmo il non capirsi per una discrezione e un pudore: ora so che questo conserva gli affetti. Fu una rinuncia e una preclusione ottemperata come una norma, sconosciuta alla volontà come un istinto. Fraintendersi fu giusta condizione, capirsi non poteva servirci. Poteva durare in eterno, non mi sarei mai stancato.

erri de luca, non ora, non qui.