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Monthly Archives: settembre 2015

i pensieri buoni arrivano col buio, in silenzio. come le cattive notizie.

intima, sottovoce, quieta ma profonda, chiara, decisa. oggi è così.

ci son momenti che il cervello ti va in modalità lorem ipsum. niente, così per dire.

oggi tira vento, da nord. porta via le foglie secche e le idee. la roba leggera, insomma.

siamo annoiati dalla vita, per questo ci inventiamo storie. il segreto non è esser abbastanza bravi a raccontarcele, ma è essere abbastanza stupidi da crederci.

Francoforte 2012

erano le sette passate, ieri. dovevi passare a ritirare certe magliette per una corsa che farai domani a firenze. corsa, termine sbagliato riferito a te, anni cinquantotto, chilogrammi novantasei. passeggerai tranquillo per dodici chilometri, scattando foto, facendo filmati, fermandoti per qualche bibita o un caffè. arriverai che montano il traguardo per quella dell’anno prossimo. insomma, eri in macchina ieri, e a un certo punto dal mare arriva un raggio rosso. dopo un giorno mediamente grigio, quello scoppio di colore ti ha svegliato. quel raggio non ha illuminato il mondo, era troppo basso, l’ha fatto con quel tappeto strappato di nubi che si sono incendiate. ti sei ricordato. un’alba a francoforte, di ritorno dall’india, tre anni fa. tutti assonnati dopo una notte in aereo, dietro al vetro di una sala d’aspetto, bevendo caffè tedesco. e poi quella luce. arrivò il bus che vi portava all’aereo, ancora due ore e sareste stati a casa. tu facevi riprese, impazzito di colore. la pista, il bus, i tuoi amici. e lui. parla agli altri, nel bus, con quel sorriso. era l’ultima volta che lo vedevi sano. una delle ultime che lo vedevi. sarebbe sparito dalla vita un mese e mezzo dopo. sei sceso dalla macchina, hai guardato il cielo. sì, questo tramonto è uguale a quell’alba lì. solo che te non ci sei. ciao manno, domani correrò per te. pardon, camminerò.

l’amor proprio tende spesso all’autoerotismo.

benedetto il dubbio che neutralizza l’unica arma letale che abbiamo: il giudizio.

sono libri, disse lui, leggici dentro fin che puoi. sarai sempre un tapino se non leggi nei libri.

cesare pavese, la luna e i falò, mille novecento cinquanta.

belli questi tramonti rossi, sempre più corti, sempre un po’ prima, come  se il buio sapesse che lo aspetti.