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antoine leiris

si chiama antoine, venerdì sera è morta sua moglie hélène. lui ha trentaquattro anni, hanno un bambino di un anno e mezzo, melvil. una delle cento ventinove storie di guerra francesi. che si sommano alle migliaia siriane, irachene, afgane, palestinesi, israeliane, senza contare africa, sudamerica, indocina. le storie di guerra finiscono tutte così. qualcuno muore, di solito un innocente. lui ha deciso di non odiare, e fa bene. gandhi, martin luther king, nelson mandela, a qualcuno qualcosa addosso è rimasto. chiunque, specie se padre o madre, dovrebbe avere molta attenzione ad usare quella parola. guerra.

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5 Comments

  1. domanda: sei mai stato al cimitero dei tedeschi alla Futa?

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  2. grazie per averlo evidenziato – non ho facebook, e forse me lo sarei perso. invece valeva la pena, non perderlo tra i nomi e gli elenchi a piovere che ci sono.

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    • la guerra li trasforma in elenchi, in nomi, ma sono persone. prego.

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      • esatto.
        e se non apparisse fuori luogo, a me interesserebbe vedere (deformazione professionale, ammetto) come si svilupperanno le forme di un lutto di una “guerra” di tutt’altra specie rispetto a quelle strettamente militari, e della memoria che prenderanno queste stragi – al di là dei media e della retorica, che sarà purtroppo inevitabile.

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