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perdonarsi. è più difficile di perdonare. si dice meglio un rimorso di un rimpianto. e se poi i rimorsi son tanti da trasformarsi in rimpianti? girandosi indietro uno tende a guardarsi da lontano, una distanza permissiva, benevola, accondiscendente. invece no, bisogna avvicinarsi, guardarsi negli occhi, fino alla vergogna, al disagio, all’imbarazzo. ecco, quando sei così vicino al passato da avercelo presente, puoi provare a perdonarti. ma per farlo devi chiedere perdono, e qui viene il difficile. ché quello altrui in qualche modo lo puoi ottenere, basta capirsi, mediare, venirsi incontro, tanto la colpa non è mai solo da una parte. ma con noi stessi non si media, non si tratta, non si discute con lo specchio, mai, è a rischio la salute. uno specchio vicino è una verità riflessa, nella quale o ci si riconosce e si accetta, o si rifiuta e ci si gira, continuando questa vita distante, remota, becera, un po’ sfocata, piena di ricordi dolci ma insipidi, immagini belle ma vaghe. presbiopia senile, in attesa che l’alzheimer o il parkinson facciano il resto.

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2 Comments

  1. … eh sì.

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  2. com’è vero

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