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Monthly Archives: maggio 2016

belli, giovani, decisi. dal premier in giù è tutto un correre, far veloce, decidere. forse il mondo ora è così, rapido a cambiare, poco avvezzo al dubbio, deciso nella ragione della domanda e dell’offerta. te sei nato quando alla domanda si dava una risposta. eran tempi vecchi ma cortesi.

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una bella lezione di musica. e di libertà.

cena in giardino da amici, classica pizzata in venti. a tavola, maschi da una parte e femmine dall’altra, non per tradizione ma per omogeneità di conversazione. davanti a te si siede emme. lo conosci da quando eravate piccini, siete cresciuti nella stessa via. a un certo punto parlano del giro d’italia, nibali, insomma, biciclette. tu lo guardi e gli dici che lui aveva una cicli nilor celeste, cinque rocchetti, due moltipliche. lui rimane a bocca aperta. poi parlano di caccia, armi e robe simili. tu lo guardi di nuovo e gli dici che aveva una carabina a piombini slavia seicento venticinque. lui ci pensa e conferma perplesso. a un certo punto te lo chiede, ma come fai a ricordarti cose così insignificanti di quasi cinquant’anni fa? lo guardi e sorridi. non sai rispondergli. a volte sei fortunato, la tua memoria riesce a pescare dove c’é più limpido.

Dolce Antigone prendi la mia mano e guida i miei occhi chiusi verso il domani. Come un cieco ho dovuto inventare una realtà parallela ma ho mostrato a tutti ciò che ho visto nel buio. Dicono avrei fatto meglio ad aprire gli occhi. Ma non ne sono stato capace.

parole sante.

scrivere non è difficile. difficile è scegliere. scegliere i ricordi, le fantasie, le storie, i fatti. scegliere le parole, i suoni, le frasi che parlino sulla pagina. un vaglio pesante, dal quale a volte non esce niente, ma tu continui a agitare, aspettando qualcosa. scrivere non è difficile, il difficile è scegliere, agitarsi, aspettare. sulla pagina come nella vita.

parenti, amici, conoscenti, vecchi amori, ricordi d’infanzia, compagni di scuola, anche gente che non c’é più. se ce ne sono molte è meglio, ma poi basta una persona a salvarti l’esistenza. se manca anche quella, è un casino. e te hai un gran culo.

la vita è mediamente difficile, ma si complica notevolmente se la prendi sul serio.

Ragnar Axelsson

la paura di esser soli, quando siamo soli. forse, ad una certa età, la più bella emozione. o forse no. (photo ragnar axelsson)

mediamente i social son fatti per farsi guardare. guarda come mi diverto, guarda dove sono, guarda cosa mangio, cosa bevo, che begli amici che ho, che figli belli, che macchina trendy, che moto pazzesca, che capelli da figo, che scarpe da urlo. e tu non sei immune, in fondo ti piace guardare, poi però ti annoi. ma guarda d’andartene.