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Monthly Archives: ottobre 2016

fine ottobre, ultimo taglio d’erba in giardino. dopo due giorni di mare. stai sudando copiosamente, e pensando altrettanto. passi davanti alle vetrate e vedi i libri, ordinati, in fila, tutti uguali. aspettano un lettore. loro possono permetterselo, l’erba no. c’è una stagione per tutto, l’inverno sarà lungo.

due giorni in versilia. amici, sorrisi, sole e mare. bastanti.

in certi posti dicono oggi non è cosa. giusto, è venerdì.

scrivi corto. sempre più corto. malattia professionale. uno spot deve dire tutto in trenta secondi. o anche in quindici. forse in sette. trenta racconta il prodotto, quindici lo elogia, sette lo ricorda. son trent’anni che lavori di lima, di sega, di pialla. taglia parole, smussa frasi, assottiglia concetti, un lavoro da falegnami. lasci il minimo e il mobile è leggero ma sta in piedi. così te, che hai imparato a dir cose con metà parole. senza sapere se poi bastano. potresti chiedere l’invalidità verbale, forse vale per la pensione.

tutti che si meravigliano dei tuoi silenzi, della tua ignoranza degli altri. la pigliano per timidezza, o discrezione, a volte snobismo. tu lasci fare. difficile spiegare un’attenzione a pochi che lascia fuori i più. non c’è tempo per tutti, meglio mischiarsi con uno che immischiarsi di molti.

nei prossimi giorni dovrai difenderti dal peggior critico che tu abbia mai avuto. te stesso.

da “io da grande farò l’astronauta” al meteo, la vita è tutta una serie di aspettative ingannevoli, inaffidabili e meravigliose.

ciò che conta non sono i fatti, ma il tempo che passa fra un fatto e un altro, come lo passi. succede in certa musica, quando aspettare un accordo diventa suono, anche se è silenzio. ecco, ci vorrebbero un sabato e una domenica così. sarebbe bello.

il signor wordpress ti dice che son sei anni che scrivi qui dentro. che con i sei di splinder fanno dodici. cos’è cambiato? nulla. hai preso chili, perso denti e continui a scrivere le solite cazzate. tipo l’ultimo post, che sembri uno scrittore. sei solo un blogger anonimo, neanche tanto intelligente. ti diverte così, uno sfogo. sei ancora convinto che scrivere eviti l’analista, l’omicidio, il suicidio, l’ulcera e l’herpes. se evitasse anche di prender chili e perder denti sarebbe perfetto.

la letteratura non è un puro fatto estetico. il racconto è un’ipotesi, realistica o fantastica, di storia, di vita, di umanità. le parole sono funzionali al racconto, la scelta di queste determina la qualità della trasmissione, ovvero la capacità di chi scrive di collegarsi emotivamente a chi legge. si racconta per immagini, e quella dello scrittore non è necessariamente simile a quella del lettore. la parola non è un disegno perfetto che regali, ma una matita che offri, con la possibilità, per chi la usa, di farsi infiniti disegni, forse più belli del tuo.