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maiorca-mayol

eri ragazzo e amavi il mare, di quell’amore che non te lo spieghi, ma quando eri sul gozzo a pescare al largo, e quello sciacquio carezzava la carena, dondolava il mondo intorno, cullava i pensieri, eri felice. e tu, già goffo in terra, sbagliavi il gesto, insicuro nel movimento. tuo fratello lanciava le sarde, in piedi, a te non riusciva innescare l’amo da seduto. ma era il mare, e non sapevi perché, era tutto quello di cui avevi bisogno. alla televisione ogni tanto facevano vedere di un uomo, un siciliano forte, grande, che di quell’amore ne aveva fatto un modo di vivere. stava su un gozzo, proprio come te, ma poi si metteva muta e piombi, faceva gran respiri e scendeva giù, nel nero profondo del mare. passava il tempo e tornava su, lanciato, come un delfino che vuole toccare il cielo. aria, aria fresca nei polmoni, e applausi. in mano aveva un cartellino. novanta, novantuno, novantatré, sempre più in fondo. era una gara, una gara a due tra lui, siciliano duro e puro, marinaio grezzo, pescatore verace, e jacques mayol, un francese filosofo, raffinato, esotico, uno scienziato della fisiologia subacquea che faceva yoga prima di immergersi. antagonisti, contrari, opposti duellanti d’una disciplina solitaria, ma amici. luc besson ad un certo punto ci fece un film, le grand bleu. e te impazzisti per vederlo, e lo cercasti, lo scaricasti da internet, e ancora oggi ogni tanto te la riguardi questa storia di pazzi che cercano in fondo al mare la verità di un corpo che immerso nell’acqua riceve una spinta verso l’alto pari alla loro voglia di scoprire il mare. poi jacques si impicca nella sua casa all’isola d’elba. strano, uno che del respiro ne aveva fatto un motivo di vita, si ammazza privandosi proprio di quello. ti sentisti orfano, e forse anche maiorca, con quel cognome da isola spersa nel mediterraneo, si sentì solo. ieri enzo, il vecchio pescatore siciliano, è morto, ha preso l’ultimo fiato ed è sceso per l’ultima apnea, senza tornare più su. adesso è con jacques, nel blu, a fare giravolte. dove sono adesso il fiato non conta, non ce n’è bisogno. ciao.

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