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la prima casetta che avete avuto, via del castello. due stanze che guardano l’arno, cinquanta metri quadri di chiesetta sconsacrata dove avete passato i primi dieci anni insieme. mille cene, amicizie, i primi bambini degli amici, nottate a sentire musica, tante chiacchiere e miliardi di sigarette fumate sul letto, in cucina, ovunque. ora ci stava una signora anziana. l’altra notte è bruciato tutto, lei è salva. ieri siete passati da via del castello, mucchi di mobili e masserizie anneriti dal fumo, gli intonaci schiantati dal calore, porte e finestre come orbite nere e vuote. fa effetto. hai sempre pensato che un giorno avresti ricomprato quella casetta in via del castello, per farci un ufficio, un nascondiglio, o anche solo ricostruire la tana originale da dove sei partito. mai avuti abbastanza soldi per farlo. ora è lì, nera, vuota, pericolante. a te oggi non vuole uscir di testa quella casa. non com’è ora, ma com’era.

là dove noi non siamo, si sta bene. nel passato noi non siamo più, e ci appare bellissimo.

anton chekhov

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