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Monthly Archives: febbraio 2017

per una strana legge del contrappasso sei un cialtrone con un senso della precisione maniacale, compulsivo, spasmodico.

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e poi ti capita di andare a vedere tuo nipote che si allena la domenica mattina sul fiume. un sacco di ragazzi e ragazze belli, tonici, slanciati, che scendono dalle barche e ridono, scherzano. salgono l’argine carichi di remi, si tengono le barche sulla testa, quei muscoli tesi, quelle braccia alzate, quelle gambe sudate che sembrano quasi sfiorare l’erba. innamorarsi della gioventù, tipico dei vecchi. forse sei troppo vecchio per innamorartene, ma in quella gente giovane lì hai fiducia. a differenza di te, conoscono il dolore della fatica.

traffico pisano. fila sul ponte sull’arno. guardi verso il centro, affiora il delfino, lo vedi e ti commuovi. siete entrambi nel posto sbagliato per il motivo giusto. porta bene, almeno speri. per lui e per il tuo amico. fortune di rimbalzo.

domani è venerdì, domani pioverà, domani sarai a pisa. ultima rata chimica, ultima levataccia nel buio, ultimo libro letto sotto la torre pendente. ultimo è un concetto, una speranza,  un augurio. quando non hai carte da giocare lo fai con quelle degli altri.

quando ci si basta vuol dire che son più le cose dentro di quelle fuori. il che non è necessariamente una cosa positiva.

Aspettare è ancora un’occupazione. È non aspettare niente che è terribile.

Cesare Pavese

e te che usi la tastiera con un dito.

la misantropia è un’arte a levare, come la scultura. una volta tolto il pezzo di troppo non si torna indietro.

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felicità è la foto di un gigantesco trattore john deere parcheggiato sull’aia del tuo amico. felicità dentro, profonda, forte, che vien fuori dagli occhi, liquida.

a pranzo l’avevi davanti. sì vabbe’ eravate in venti, ma l’avevi davanti. sì vabbe’ dalle una alle tre ma l’avevi davanti. sì vabbe’ c’era confusione ma l’avevi davanti. e te la sei guardata, tra nipoti e parenti, nel casino d’un compleanno in un ristorante cinese, in mezzo a regali e involtini primavera, foto fatte col telefonino e noodles ai germogli di soia. e te la sei goduta, silenzioso, mentre mangiava, mentre mangiavi. con gli occhi, anche.