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scrivere è come scolpire. hai in testa un blocco grezzo, informe, inservibile e inutile così com’è. cominci a togliere roba qua e là, lasciando quel che potrebbe servire. ciò che resta è ancora troppo, non serve, levi ancora. sei vicino a quel che volevi, ma c’é ancora qualcosa di ridondante, allora raffini, assottigli, lasci quella che a te sembra l’essenza. ecco, rileggi, si capisce, è completo senza che nulla manchi o avanzi di quel che volevi dire. adesso puoi chiudere, pensare ad altro. ti rimane la voglia di limare ancora qualcosa. le parole sono come le sculture, le più belle sono anche le più fragili.

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One Comment

  1. Precisamente.

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