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Monthly Archives: maggio 2017

i sogni non si condividono mai, non si dimenticano mai, non si realizzano mai. i sogni si sognano e basta, ed è giusto così, che rimangano tali.

Scese, rifuggendo dal guardarla a lungo, come si fa col sole, ma la vedeva, come il sole, anche senza guardarla.

Lev Nikolàevič Tolstòj, Anna Karenina,  mille ottocento settantasette.

Castello Verrazzano Greve in Chianti

poi uno se lo domanda, perché vive nello stesso posto di suo padre di suo nonno e di chissà quante generazioni indietro. semplice, né tu né i tuoi avi ne avete trovati di migliori.

chi non ha tempo di leggere libri, legga poesie. una poesia è come una pillola a rilascio lento, ci metti un attimo a prenderla e ti fa bene per un sacco di tempo. non ci sono controindicazioni.

nelle vecchie foto che stai digitalizzando ogni tanto ci sei anche te. dicono che assomigli al nipote grande. peccato lui sia bellissimo. cos’hai in comune con lui, a parte una ventina di cromosomi? nulla, solo che portavi capelli lunghi e barba da hipster, salvo vestirti come ancora adesso, t-shirt e polo, camice bianche, azzurre e jeans. cerchi di capire l’effetto che ti fa rivederti. niente, un po’ nausea, un po’ meraviglia e un po’ vertigine. dice che in trent’anni certe immagini si sciupano parecchio, non solo quelle.

oggi la luce entra in dantedieci come in una cattedrale gotica. ogni tanto ti giri dallo schermo del computer e ti commuovi. poi passa.

suona il telefono, la cuginetta futura sposa, ti vuol vedere. la inviti a casa per un caffè. arriva prima il sorriso, poi lei e dopo il suo uomo. un olandese biondo e gentile, due metri di garbo e vestiti improbabili, tipico. si son conosciuti perché lui gioca a pallavolo in serie a, da queste parti. prepari i caffè, intanto lei parla, lui replica, sorride, ha anche un buon italiano. è un bel ragazzo, a parte i pantaloni. lei ti parla della vita, la sua, del padre tuo cugino, di quello che chiamano lo zio, tuo padre, e tu gli ricordi la nonna, alla quale somiglia tanto. uno scambio leggero, di parole e sguardi, cucchiaini di zucchero e sorrisi, parenti e ricordi sui divani di dantedieci. si guardano intorno, gli piace la casa, torneranno in campagna qui vicino. aveva voglia di rimanere, di parlare ancora, doveva scappare. vi siete salutati, hai avvertito il biondo nibelungo di non fare il bischero, che quella lì era roba di famiglia, andava trattata con cura. pare abbia capito, la sua mise era inguardabile, ma aveva gli occhi buoni, come quelli di lei. parenti.

si sposa la figlia di tuo cugino. con un ragazzo olandese. non ci andrai, come sempre. le hai scritto. mentre scrivevi ti sei accorto di essere come tuo padre, di pensare come lui, almeno su certe cose. un tempo questa cosa ti avrebbe fatto incazzare, oggi te ne sei prima meravigliato, poi quasi compiaciuto. con l’età le cose che pensavi importanti si riducono, oppure si allontanano, come se col diminuire delle possibilità diminuissero le voglie. ecco spiegato tutto. clic.

due regali, anzi tre, piccini, bellissimi. ieri cenetta in famiglia, a dantedieci, in sei. farfalle al salmone, baccalà al pesto con fagioli, gamberoni al guazzetto, i nipoti li hanno estinti. la torta l’hai avuta il giorno prima dalla principessa, un budino con un fiammifero acceso piantato al centro. t’è toccato soffiarlo, solito desiderio di sempre. invecchiare è un fatto minimo, pudico, privato.

stai facendo rendering di certi corti. insomma, devi scorciare roba lunga, roba da fare senza cervello. così lavori qui e pensi altrove, capita. e mentre tagli qua e là il cervello vaga lontano. così lontano che stai pensando a dio. succede anche a te che non ci credi. poi ti avvicini, pensi a chi ti sta d’intorno. l’esportazione di ciascun film ti chiede qualche minuto, non sai che fare. vai a vedere certe vecchie foto. poi ti capitano i filmati di tuo nipote. le gare, le vittorie, lui che fa il timido, suo fratello che fa il bischero. poi rivedi altri filmini, vacanze, girate, poi foto, amici che non ci sono più, fino a quelle recenti, pasqua al mare con i tuoi, ti vedi a pescare sugli scogli coi nipoti e il fratello e ti accorgi che sei il più minuto, come se cento chili non bastassero. ecco, quella gente lì, gli amici, i nipoti, la principessa, tuo fratello, altri che conosci e apprezzi. è come se tutti insieme fossero il tuo dio. sì, sono la cosa più vicina a dio che riesci a pensare. infatti gli adori.