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Monthly Archives: marzo 2018


appunto.

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tre giorni di mare, il tuo. in famiglia, la tua. poi si vedrà.

non sai quel che pensi finché non lo scrivi.

voler bene non è un obbligo ma aiuta.

strana circolazione ha l’uomo, quando il sangue affluisce alle parti intime poi non basta al cervello. almeno ti par di ricordare così.

domenica, dantedieci, principessa, foto di vecchie vacanze birmane, tash sultana che suona, fuori c’è il sole. cose così.

Non quelli dentro il bunker,non quelli con le scorte alimentari, nessuno in città, si salveranno indios, balti, masai, beduini protetti dal vento, mongoli su cavalli, e poi uno di Napoli nascosto nel Vesuvio, un ebreo avvolto in uno sciame di parole, per tradizione illesi dentro fornaci ardenti. Si salveranno più donne che uomini, più pesci che mammiferi, sparirà il rock and roll, resteranno le preghiere, scomparirà il denaro, torneranno le conchiglie. L’umanità sarà poca, meticcia, zingara e andrà a piedi. Avrà per bottino la vita, la più grande ricchezza da trasmettere ai figli.

 Erri De Luca, solo andata, Feltrinelli, 2005

il genio non muore mai (mood del giovedì).

se leggi impari a star da solo, se sai stare da solo puoi scrivere, se scrivi e poi pubblichi non starai più da solo. peccato.

non ti riesce di scrivere un storia senza che ci sia un pescatore, un pastore o un contadino. ti piace farli parlare, come se dovessi loro qualcosa. riconosci in questi l’unica capacità vera, quella che non hai mai avuto. gli invidi il potere di produrre cose concrete, tangibili, necessarie. nello specifico, cibo.