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ci si innamora delle parole più che delle storie. ecco come la forma diventa contenuto.

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c’é un parallelo tra la stagione che viene e come ti senti. quando hai sete anche le gocce sembrano fiumi. invecchiare è un po’ inaridire.

200000

grazie a tutti/e.

non si curava di sé stesso, figuriamoci degli altri. sarebbe un epitaffio perfetto.

te con la politica ci hai litigato da piccino.

si scrive per mille motivi, il tuo migliore è per non parlare.

unica cosa positiva al momento, è tornato il tuo fiume. fattelo bastare.

oggi lo stampano. fa effetto pubblicare il secondo libro, più del primo. il primo è stato un incidente, una scommessa che eri convinto di perdere, invece è andato, non certo grazie a te. il secondo è stato richiesto, come se ciò che scrivi avesse un valore, un’importanza, un interesse.i l primo era una roba vecchia, un esperimento, e forse lo hai pubblicato come tale, il secondo no, lo hai scritto con la coscienza di volerlo fare, inventare una storia, dei personaggi, delle situazioni. quando ti hanno telefonato dalla casa editrice la domanda ti ha stupefatto: “hai qualcos’altro da pubblicare?” ma più della loro domanda ti sei meravigliato della tua risposta: “sì.” un secondo, neanche. ecco, in quel preciso istante hai realizzato che avevi attraversato il confine tra chi scrive per sé e chi lo fa per un’altra ragione. si scrive per il piacere di farlo, farsi leggere è altra cosa, differente. da questo cosa ne deduci? che sei cambiato, che forse è migliorata la tua scrittura, ma quasi sicuramente sei peggiorato te. e quindi? quindi nulla, si vedrà.

limare, alleggerire, semplificare. ridurre tutto al poco, all’essenziale, al minimo. sarebbe bello collezionare pensieri da dimenticare. e basta.

la musica liquida non è democratica, è diuretica.